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Michele Burato

 
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Verso la fine degli anni ottanta, Michele Burato sedotto dalla bellezza di sezioni di vecchie canne a murrine ne da nuova vita fondendole a caldo con una tecnica antica in piastre policrome dalla insolita trama.
Dopo un periodo di sperimentazione quasi alchimistica, Burato inizia a creare piastre di vetro fondendo non più sezioni di canne a murrine ma fasce di fili, polveri finissime, e lacerti di vetro coloratissimo, così da ottenere composizioni astratte di eccezionale cromatismo e vitalità. Alcune piastre rimangono tali, simili a dipinti su tela ma con una superficie lucente e cristallina dovuta all'azione delle altissime temperature del forno sul vetro.
Altre piastre escono dallo studio di Michele Burato per essere riscaldate nuovamente, raccolte con la canna da soffio e modellate in fornace in forme tridimensionali. In questa fase è il maestro vetraio a farsi interprete della volontà dell'artista in un lavoro in simbiosi. I lavori finali sono vasi e sculture con colori pastosi. Rievocano pennellate, colate di pigmenti che sembrano opere di Action Painting, nate da una gestualità impulsiva, da un lavoro febbrile e immediato dell'artista che proietta se stesso nell'opera.
Michele Burato ha partecipato a mostre nazionali ed internazionali e collabora con note gallerie in Italia e all'estero.

Opere

Le opere di Michele Burato fanno parte di importanti collezioni private e pubbliche fra cui:
Museo del vetro di Murano, Venezia,
The Corning Museum of Glass, New York.